07 Gennaio 2012

L'inizio del cammino è solenne, sa di candele, fiori rossi e organza.
E in quel bouquet che stringi tra le mani si nasconde il seme del vostro amore.

 
22 Dicembre 2011

Persempre

Conosciamo i nostri genitori a partire da noi, non immaginiamo cosa potesse esserci prima, nasciamo egoisti.
Crescendo ci vengono raccontate in maniera più o meno rapida e fugace le loro vite, cerchiamo di ricostruirle, sono come dei puzzle, di quelli con i pezzi grandi, perchè ci sembra che ne bastino pochi di pezzi per comporli, cresciamo protagonisti.
Arriva un momento in cui,  però, li si vede sotto una luce differente, ho iniziato ad avere fame delle loro storie, avrei voluto calpestare il pavimento del bar del loro primo incontro, mi sarebbe piaciuto respirare l'aria tesa del primo appuntamento, toccare le lenzuola del letto che li ha visti amarsi, ascoltare il suono delle voci interrompersi per dar vita a un sorriso d'intesa.
Ad un certo punto quei pezzi di puzzle non bastano più, quello che sai l'hai già scomposto e ricomposto centinaia di volte ma vuoi di più, così cerchi pezzi di altri puzzle, li mescoli, li dividi, cambi angolazione e non cambia niente perchè certi momenti non puoi capirli, non puoi capirli tu, non può capirli il tempo, non li può capire la vita e probabilmente non possono capirli neanche loro; restano così, incastonati nel persempre, come l'odore di chi ami, è così che vi immagino ancora oggi, nei vostri capelli di ragazzi, coi vestiti freschi di bucato, stretti in una danza che sa di incertezza e futuro, legati da un filo invisibile che vi vuole insieme per sempre.

«Si ritorna solo andando via.
Di nuovo io, di nuovo tu, c'è chi si aspetta ad occhi aperti e non si perde più»
[L.Pausini]
 
04 Ottobre 2011

Rileggere quello che ho scritto in passato mi fa stare bene, sopratutto se quello che leggo sa di serenità, pazienza e speranza, tutte cose che adesso mi mancano.
Se dovessi trovare un aggettivo per descrivere questo periodo lo definirei apatico, senza stimoli, senza prospettive.
E' vero, dalla vita non si può avere tutto ma in dei periodi sono così stanca, stanca di autoconvincermi che mi aspetta il futuro che immaginavo, stanca di ostinarmi all'ottimismo, stanca di vedere che tutti hanno un posto in cui andare mentre io mi perdo nella spirale vacua di progetti che non so che forma abbiano precisamente.
Ad oggi devo essere sincera con me e ammettere che se tornassi indietro probabilmente cambierei qualcosa, farei qualche scelta diversa, sacrificherei un sogno che forse è un'utopia.
Mi avvilisce dover essere così realista, così cruda e cinica ma è la verità, del futuro non so che farne, non so cosa mi renderebbe felice, la professione a cui aspiravo di certo ha solo il nome e non gode più neanche della mia stima, della mia voglia di lottare, adesso non ho niente per cui lottare.

 
28 Maggio 2011

Ci sono amori.

Ci sono amori che non si decidono, sono amori che ti nascono dalla pancia e arrivano fino alla gola per poi riscendere lungo la schiena racchiusi in un brivido.
Ci sono amori che non si scelgono perchè sono loro che sclegono te, sono amori che possiedi già, depositati in un angolo del tuo corpo in cui il sole ancora non batte, pronti a divampare all'improvviso.

E' l'amore di una madre che mette al mondo un figlio, che prolunga se stessa e poi si stacca dalla sua creazione per lasciarla libera, per guardarla sbagliare, per curargli le ferite e non solo quelle sulla pelle.
E' un miracolo così grande che non sembra possibile, che non ha nome, non porta etichette o bandiere, non si esibisce, non si maschera eiste e mi fa sentire fortunata di essere donna.

E' l'amore che non si sa quantificare, di cui non si sanno definire i confini, per cui non si può stabilire fino a dove arrivare e una madre lo sa, una madre vede e sta zitta, una madre ti guarda e capisce, una madre ti tocca l'anima con una parola, una madre c'è anche se non si vede, una madre vive per te, per vederti vivere e, quando la vita mostra la sua faccia cattiva, anche per vederti morire.

 
07 Maggio 2011

«Il giorno e la notte sono legati come poche altre cose al mondo, non possono esistere l'uno senza l'altro e tuttavia non possono esistere insieme.
Come ci si può sentire, pensai, quando si è sempre uniti e sempre divisi?» [N. Sparks]


Ci si può sentire persi, si può sentire di non aver fatto la scelta giusta, si può avere paura.
Ci si può sentire come quando alla radio c'è una canzone carina ma sai che cambiando stazione potresti trovarne una migliore e mi capita spesso..di cambiare stazione.
Si può sentire che ci manca qualcosa, qualcosa che l'altro non ci da, forse perchè semplicemente non lo possiede e non si può pretenderlo.
Ci si può accettare, si può cercare di capire ma non si può cambiare, non si può constringere, non si può legare, non si può spezzare, non si può mutare, si può vivere, si può solo vivere.

Ed è quello che faccio, naturalmente, come ho sempre fatto, prendo di petto il mondo, tutte le cose che mi riguardano, la vita la vedo e la vivo così.
Sarà un difetto, una mancanza, un'esagerazione, sarà un lato sbagliato ma è il mio lato, è il mio difetto, è il mio modo e non lo cambierei con niente.

Non è presunzione, non è convizione ma sono solo anni, c'ho messo anni a diventare la persona che sono e ce ne metterò tanti altri ancora, ma questi anni, i miei anni, quelli in cui non mi sono aggrappata a nessuno per un briciolo d'affetto in più, in cui mi sono aggrappata alle mie emozioni che nascevano e morivano in me, in cui mi sono guardata dentro, in cui mi sono amata e criticata, in cui continuo a farlo, questi anni che forse tu non capirai mai, e mi fa una rabbia immensa viaggiare su due pianeti così diversi ma non ci sono obblighi, tu con me e io con te..

Non sono fatta per le scelte facili, non sono fatta per accontentarmi, non sono fatta per le briciole, non sono fatta per le emozioni ostinate, sono fatta per l'amore, come tutti noi, senza pretese e senza illusioni ma devi essere all'altezza della mia idea d'amore..piccola, stupida, folle, infantile, utopica sognatrice..

 
21 Aprile 2011

«Eternamente in fuga come l'onda.

Ho detto che cantavi nel vento

come i pini e come gli alberi maestri delle navi.
Come quelli sei alta e taciturna.
E di colpo ti rattristi, come un viaggio.

Accogliente come una vecchia strada.
Ti popolano echi e voci nostalgiche.
Io mi sono svegliato e a volte migrano e fuggono
gli uccelli che dormivano nella tua anima.»
[Pablo Neruda]


Di colpo ti rattristi come un viaggio, di quelli che ti riportano a casa o di quelli che da casa ti portano via, ti portano via i sogni, le persone, i pensieri.
E' come se ci fosse un angolo dell'anima, un millimetro quadro del cuore, in cui nessuno può entrare, in cui inconsciamente tengo a distanza il mondo, dalla mia malinconia, dalle nostalgie che mi attanagliano, dal pezzo marcio della vita e combatto contro di me, contro questa forza che mi spinge verso il basso.
Gli spazi vuoti, così intimi e irraggiungibili che si contaminano solo ad essere sfiorati e forse non voglio mostrarli, forse voglio tenerli per me, per le sere come queste in cui mi chiedo se sono felice, se basta così, se devo cambiare, se devo smettere di pretendere, e intanto vivo, questa è vita, i miei dubbi sono vita, le mie domande sono me, le cose che sbaglio, le occasioni che non prendo, le parole che tengo si condensano in silenzi, i ripensamenti..

 
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